Altro appuntamento di “Futuri in gioco” 2026 finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport.

Questo pomeriggio, nella sala conferenze dello stadio Comunale di Latte Dolce di Sassari, si è parlato di educazione digitale nello sport, social, chat, gestione eventi e cyber bullismo. Lo speaker, Filippo Migheli (Responsabile Comunicazione della Torres) ha trattato temi come il coordinamento di gruppi squadra Whatsapp, profili social, immagini, video, sensibilizzando, con i ragazzi dell’Under 16 e 17 rossoblù e del Latte Dolce, su quanto sia importante fare attenzione alla condivisione e gestioni dei contenuti online. Il pomeriggio è stato orientato sui tanti aspetti positivi che i social hanno, ma allo stesso tempo sui rischi che si corrono se non si sanno interpretare; Come ad esempio, identità online, cyberbullismo, spettacolarizzazione precoce di una carriera, diffusione di contenuti non autorizzati. Migheli ha poi dialogato ed esposto esempi pratici e reali ai ragazzi stimolando il confronto tra le parti tra sport, calcio e vita di tutti i giorni.

MIGHELI, Responsabile Comunicazione Torres – “Al giorno d'oggi saper interpretare ciò che troviamo e ci viene proposto sul web diventa fondamentale. I social stanno assumendo un ruolo sempre più preponderante nelle nostre viste ecco perché bisogna studiare per sfruttarne i vantaggi, ma stare anche molto attenti alle fake news e, purtroppo, ai cattivi modelli. Questo discorso non riguarda solo lo sport, ma la vita di tutti i giorni e lo vediamo anche in casi di cronaca evidenti come le proteste, in forma violenta e iniziate proprio dai social, di Milano e Bologna. Ecco perché ormai un insulto, una frase sbagliata, la condivisione di un contenuto non autorizzato, la creazione di canali Telegram per bullizzare un compagno o una ragazza hanno conseguenze legali importanti, ed è bene rendersene conto subito prima che sia troppo tardi. Nello sport, e nel calcio in particolare, la gestione social di uno sportivo non è più un dettaglio. Una conferenza sbagliata, dove magari si scarica la responsabilità di una sconfitta ad un compagno, un post su Instagram dove si attacca l'allenatore o l'arbitro, diventano errori imperdonabili che possono avere ripercussioni sulla vita reale e sul gruppo squadra. Fin da piccolo ho sempre praticato sport e credo che il ruolo degli allenatori e dei dirigenti, anche del settore giovanile, sia determinante perché lo sport è una scuola di vita che può fornire enormi basi educative di educazione e rispetto. Nozioni che, a me personalmente come credo a molti altri, sono servite (e servono tutti oggi) per essere una persona migliore. Alla Torres, in prima squadra, ho la fortuna di lavorare con un gruppo eccezionali di bravi ragazzi che fanno un uso dei social ponderato e calibrato e mi danno grande disponibilità non solo per le interviste, ma anche per eventi extra campo come il progetto "Futuri in gioco" riguardante le scuole dove al mattino cerchiamo di portare modelli positivi agli studenti e testimoniamo loro che il binomio sport-studio è possibile”.