
Nuovo appuntamento di “Futuri in gioco” 2026, progetto in collaborazione con Fondazione Sef Torres 1903, e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport.

Questo pomeriggio nella sala conferenze della San Paolo, i ragazzi dell’Under 16 rossoblù e del Settore Giovanile della San Paolo, accompagnati dai genitori, hanno potuto partecipare ad una lezione a tema “gestire le emozioni e le relazioni con gli adolescenti”. Il pomeriggio ha affrontato, grazie allo Psicologo dello Sport Fabio Zarra e ad Ugo D’Alessandro, le principali caratteristiche della fase adolescenziale, con particolare attenzione alla gestione della motivazione, della frustrazione, della sconfitta, la pressione competitiva, il calo della motivazione e del conseguente rischio di abbandono della pratica sportiva. Uno spazio specifico è stato riservato alla gestione dei conflitti tra compagni, alla relazione con ragazzi oppositivi, isolati o in situazione di difficoltà e al riconoscimento dei principali segnali di disagio. Al termine della lezione è stata predisposta una scheda pratica per la gestione delle situazioni critiche, utilizzabile dagli allenatori e dagli altri adulti educanti nelle attività quotidiane con i ragazzi. L'evento ha visto anche la partecipazione dei ragazzi della comunità "ll Sogno" accompagnati da Don Gaetano Galia e, da remoto, di Giuseppe Mastinu. I genitori dei giovani presenti, hanno partecipato in maniera attiva al meeting.

Fabio Zarra, psicologa dello Sport – “L'aspetto psicologico è determinante nel calcio attuale ed ancor più nel settore giovanile. I riferimenti, all'interno di un Club, sono l'allenatore, il direttore sportivo, lo psicologo dello sport ove presente. Nella mia esperienza a Cagliari ho avuto diversi giocatori, ora in prima squadra che hanno avuto bisogno di un supporto. Per un giovane, in particolare fuori sede, ci sono diverse pressioni e aspettative. Un esempio, per rimanere in tema Torres, è Michele Carboni. Lui a Cagliari ha dimostrato di avere grande carattere, nonostante la famiglia non fosse con lui, era capitano, ed oggi sta dimostrando tutta la sua determinazione in prima squadra. Quando il mister gli dà spazio o una opportunità, risponde sempre presente”.

D’Alessandro, fisioterapista Torres – “Il riconoscimento di una lesione da parte di un giocatore è fondamentale. Alle volte riconoscere un trauma in anticipo salva il giocatore da un infortunio più importante. Il nesso tra un infortunio e la psicologia non è poi così distante, anzi. Spesso il fisioterapista è il primo confidente di un giocatore, perché è il primo che comunica il problema al calciatore. Ci vuole tatto, sensibilità, grande gestione della persona. Essere positivi, anche nel recupero di una lesione, è fondamentale. L'approccio mentale è determinante”.
