Secondo appuntamento del progetto “Futuri in gioco” 2026 organizzato dalla Torres in collaborazione con Fondazione Sef Torres e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport.

Questo pomeriggio nella sala conferenze del Vanni Sanna, il presidente della Torres, Stefano Udassi, ed il presidente (assieme al direttore Max Pedoni) di Fondazione Sef Torres 1903, Umberto Carboni, hanno tenuto una lezione a tema rispetto, inclusione e tifo positivo ai ragazzi dell’Under 16 e 17 rossoblù, nonché al settore giovanile della Torres Women. Il dibattito ha visto toccare con attenzione, ed esempi concreti, temi come l’isolamento, gli insulti all’arbitro o all’avversario, gli stereotipi di genere, le reazioni ad un errore, l’accettazione della sconfitta, ma anche la responsabilità di vestire una maglia prestigiosa come quella della Torres ed i doveri che ciò comporta in termini di educazione e comportamento. Le attività svolte a gruppi misti, nel corso della lezione, hanno permesso di accrescere la capacità dei partecipanti di riconoscere e contrastare le dinamiche discriminatorie e di creare ambienti sportivi inclusivi.

UDASSI, presidente Torres – “La mia storia con la Torres parte da lontano perché oggi mi trovo, con grande orgoglio, ad essere il presidente della società, ma sono stato anche calciatore e capitano. Vivere queste diverse fasi all’interno della Torres mi ha permesso di capire realmente cosa significhi indossare questa maglia e, soprattutto, onorarla e rappresentarla. La Torres, così come lo sport in generale, non è solo una società o non significa solo calciare un pallone. Significa rispetto, educazione, essere ragazzi e uomini sia dentro che fuori dal campo. Lo sport in questo senso è magnifico perché ti permette di condividere momenti belli, brutti, far parte di un gruppo e ti rafforza e forgia caratterialmente sotto ogni punto di vista. La Torres è una responsabilità e, devo dire, a titolo personale che il calcio negli anni per me è stato una scuola di vita. Ecco perché negli allenamenti, nelle partite, in tutti i momenti, dobbiamo sempre avere rispetto del nostro compagno, dell’avversario, dell’arbitro, accettare la sconfitta quando arriva e usarla come elemento di crescita per il futuro. Lo sport è inclusione, non ci può essere spazio per il razzismo, per il ‘diverso’. Questo vale anche quando siamo tifosi e magari andiamo a vedere una partita. Molti di voi, oltre che giovani calciatori sono anche tifosi, vanno a vedere le partite. Ecco, non dimentichiamoci mai il rispetto e la massima educazione anche in quei frangenti”.

UMBERTO CARBONI, Fondazione SEF Torres 1903 – “Fondazione nasce nel 2014 con un obiettivo chiaro: onorare la storia di questa società ma soprattutto diffonderne e portarne avanti i valori. La Torres in origine nasce come Società Educazione Fisica in cui si praticavano vari sport, non solo calcio, perché si è sempre creduto molto nel valore educativo dell’aggregazione e dell’attività fisica. Ecco perché siamo attivi ogni giorno, anche con borse di studio che premiano ragazzi che si sono distinti dentro e fuori dal campo, per dare merito a chi si comporta bene, è cosciente della maglia che indossa, e soprattutto lavora su se stesso per essere una brava persona ed in futuro un uomo/donna per bene. Sono orgoglioso di poter far parte di questo progetto, in cui credo molto e ho sempre creduto fin dal primo minuto, perché rispecchia esattamente il motivo per cui Fondazione Sef Torres 1903 è stata creata: ricordare e far emergere la storia del nostro Club, però soprattutto diffonderne i valori educativi e culturali che sono ancora più importanti, a maggior ragione per le nuove generazioni che tra social ed alcuni esempi, anche nel calcio, non sempre brillanti, hanno bisogno di avere riferimenti solidi e costanti”.