
Terzo appuntamento di “Futuri in gioco” 2026 progetto organizzato dalla Torres in collaborazione con Fondazione Sef Torres 1903 e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dall’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Spettacolo e Sport.
Questo pomeriggio, nella sala conferenze dell’hotel Pegasus di Sassari, Matteo Boccolini (Rehab Specialist Torres) e Gabriele Proietti (preparatore atletico Torres) hanno svolto una lezione a tema sport, salute e benessere psicofisico. Movimento quotidiano, riposo, ascolto del proprio corpo, prevenzione, gestione della fatica, sana alimentazioni, queste le tematiche approfondite nello specifico anche con esercizi pratici assieme ai presenti: Primavera Torres ed il settore giovanile dell’Ossese e della Sacra Famiglia.
BOCCOLINI, Rehab Specialist Torres: “Rispetto al passato i giovani fanno meno movimento perché passano più tempo al PC, con i cellulari rispetto a noi. Questo è un dato di fatto, dunque c’è meno resistenza di base. Ecco perché riconoscere alcuni infortuni prima, ma soprattutto il proprio corpo è fondamentale. Oggi abbiamo la fortuna qui di parlare non solo al settore giovanile della Torres, ma anche ad Ossese e Sacra Famiglia. Questo dicorso vale sia a livello professionistico che non. Costruiamo il nostro serbatoio ed il nostro fisico proprio ora, da giovani, dopo può essere tardi”.

PROIETTI, preparatore atletico Torres: “Alimentazione, preparazione atletica e rispetto del proprio corpo nel 2026 sono determinanti. Ovviamente una preparazione fisica varia: non tutti abbiamo la stessa struttura, non tutti la stessa resistenza, ecco perché, in particolare in giovane età, occorre affidarsi a professionisti che possano creare delle tabelle adeguate. Quando si arriva in prima squadra è un altro discorso. Noi, in passato, abbiamo avuto esempi eccezionali come Fischnaller, Guiebre, Varela che curavano, e curano, in maniera maniacale ogni dettaglio. Farlo da giovani, alimentazione compresa, può darvi vantaggio concreti e permettervi di avere uno stile di vita sano anche senza essere professionisti”.

La giornata ha promosso lo sport non solo come prestazione bensì anche cura di sé, equilibrio e responsabilità personale.

